lunedì 4 maggio 2009

A che punto siamo? VOL. 1: NHL

Siamo un po' spariti, i nostri più assidui lettori se ne saranno accorti e saranno spariti anche loro, ma se ce l ha fatta Lance Armstrong a ritornare, non vedo perchè non ce la possiamo fare anche noi...

Dove eravamo rimasti? Uhm...la memoria non è granchè allora evitiamo di chiedercelo e vediamo dove siamo arrivati: Maggio, nel pieno dei playoff NBA ed NHL, nel pieno della offseason NFL e nel pieno delle polemiche che ruotano attorno Alex Rodriguez e al suo rapporto con il doping, una volta era solo antipatico, ora è anche disonesto e finto: dove stia la verità forse non lo sapremo mai, non sapremo mai il prezzo che dovrà pagare, come ancora non sappiamo nulla su Barry Bonds, dove il caso scoppiò qualche anno prima di questo; forse anche in America quando si tratta di combattere il doping si fanno “scrupoli” come nel resto del mondo.

Ma torniamo allo sport giocato, come si diceva in apertura, due delle maggiori leghe professionistiche in questo periodo dell' anno vedono il traguardo. Partiamo dalle 8 squadre che continuano a vagare per il ghiaccio in cerca di un disco nero: Detroit, Chicago, Vancouver e Anaheim ad Ovest; Washington, Boston, Pittsburgh e Carolina ad Est. Come la squadra dell' Illinois e quella del Michigan possano essere considerate dell' Ovest ancora oggi è una cosa che ci sfugge (vedi cartina), ma non è l' unica cosa che ci sfugge di questo sport e quindi andiamo avanti.


Va detto però, senza cadere nei soliti stereotipi nei quali peraltro siamo già caduti, che dopo i playoff NFL, quelli dell' hockey sono quelli che raggiungono picchi più alti di tensione, di fisicità e di passione. Pur restando tra le 4 leghe professionistiche (no....non contiamo la MLS....) quella forse meno seguita, quando arriva aprile/maggio, basta vedere una partita giocata a Pittsburgh o a Montreal per capire la passione e lo spirito maschio che naviga attorno alla ricerca spasmodica del puck inframmezzata da botte assurde.

Quest' anno, ancora più dell' anno scorso, sembra che ci sia una squadra sola al comando: Detroit quando arriva la postseason eleva il suo livello di gioco che ormai da 2 anni a questa parte sembra essere proibitivo per tutti; il contrario di quello che fa San Jose, così bella durante le 82 partite di regular season e così molle come neve al sole nelle partite che poi decidono chi è veramente il più forte: 53 vittorie in stagione regolare, nessuno meglio di loro, poi 4 sconfitte in 6 partite contro i Ducks di Anaheim e tutti a godersi il sole della California, come l' anno scorso, come l' anno prima (cit.), un po' come la Dallas baskettara.....i classici termosifoni che quando arriva primavera si spengono, ma di loro parleremo più tardi, ora torniamo a parlare di chi ancora sta pattinando: dicevamo dei Red Wings, campioni uscenti che peraltro non hanno nessuna intenzione di uscire, un primo turno a spiegare hockey ai Columbus dove il fenomeno Voracek (personale pallino di chi vi scrive) e il peggior portiere ad aver vinto 2 Stanley Cup (Osgood, goolie di Detroit) nulla hanno potuto contro l' armata rossa guidata da Datsyuk, tecnicamente una passeggiata e almeno sulla carta anche il secondo turno non dovrebbe dare troppi grattacapi ai detentori del titolo, anche se dopo le prime due gare giocate nel Michigan si va in California sul punteggio di 1-1, con due partite molto tirate, la seconda addirittura decisa al terzo overtime e nella prima Lidstrom, il difensore capitano che già ha alzato al cielo la coppa, si era dovuto inventare doppio goleador con la segnatura decisiva arrivata a 50 secondi dalla fine per scongiurare i supplementari. Detroit fa più gioco, crea più occasioni, ma sinora non è mai riuscita a scrollarsi di dosso questi Ducks e sino a quando Hiller (il portiere dei californiani) continuerà ad avere queste cifre allora noi continueremo ad avere una serie equilibrata.

L' altra partita si presentava invece molto più combattuta: i Blackhawks rappresentano la novità, una squadra tanto inesperta e giovane quanto talentuosa, pur essendo tra le 6 squadre che hanno fondato la NHL, sono ormai anni che la squadra di Chicago stenta a raggiungere certi livelli: 7 anni fa l' ultima partecipazione ai playoff, 13 anni fa l' ultima serie vinta e roba di 48 anni fa l' ultima delle 3 stanley cup conquistate. Ma ora la musica sembra essere veramente cambiata, probabilmente non sarà questo l' anno per azzerare il contatore arrivato a 48, ma quando la tua stella e uno dei giocatori più talentuosi della Lega ha 20 anni allora puoi guardare con fiducia al futuro, senza disperarti troppo se la vittoria finale non arriva nel presente. Il giovane fenomeno Kane e il veterano Havlat, che a 28 anni è quasi praticamente il più vecchio a roster, dovranno trovare il modo per trafiggere Luongo, probabilmente il miglior portiere tra quelli che restano ancora in ballo e non solo. E con Luongo arriviamo ai Canucks che hanno sulle spalle la responsabilità di un Paese intero: per uno statunitense l' hockey può essere una passione, per un canadese l' hockey è la religione e sono 14 anni che la coppa manca da “casa” dal 1994 nessuna squadra canadese ha vinto il campionato, per avere un' ordine di idee più preciso nei 14 anni che vanno dal 1980 al 1993, per 8 volte il trofeo è andato in Canada (5 Edmonton, 2 Montreal, 1 Calgary), Vancouver peraltro non l' ha mai vinta e la strada sembra ancora lunga e difficile se si considera che dopo una brillante prima parte di gara1, poi Chicago è entrato un po' sottopelle ai canadesi che ora sembrano aver perso i favori del pronostico e l' inerzia della serie che continuerà nell' Illinois sul punteggio di 1-1 (per i soli parziali Kane già a quota 3 goals nelle prime due partite).

L' equilibrio è il liet-motiv di questo secondo turno, dopo che nel primo turno ben 2 serie erano arrivate a gara 7, 2 gare peraltro decise negli ultimi minuti se non negli ultimi secondi (Brodeur si starà ancora chiedendo come sia potuto succedere....). Ad Est in effetti manca il favorito unico, potrebbe essere Boston, squadra solida quella dei Bruins che però a sorpresa, dopo aver dominato gara 1 finita 4-1, hanno preso una discreta lezione in gara2, 3-0 secco a favore di una compagine, i Carolina Hurricanes, che da Marzo in avanti non conosce altro che la parola “vittoria” (13-1-2 per concludere la regular season, se si tolgono le due sconfitte nelle ultime due partite), sono entrati in gran carriera nel mese dei playoff, erano sotto a 1.40 dalla fine di gara7, prima di segnare 2 gol in 100 secondi che hanno fatto saltare il banco dei Devils.

Poi c' è La Serie.

A 4 anni dal lockout del 2004/2005 che fece saltare l' intera stagione, chi tira i fili della NHL non poteva sperare di meglio: Ovechkin vs Crosby a livello di immagine, di talento, di interesse e il duello che più di tutti può far tornare a puntare i riflettori sull' hockey. È lo scontro che più di tutti accende la fantasia del tifoso: il russo, 23 anni, c' ha messo poco per conquistare la Lega: l' anno scorso ne avevamo celebrato l' exploit di 65 gol in una stagione, quest' anno si è fermato “solo” a 56, aumentando però considerevolmente il numero degli assist e soprattutto guidando la sua squadra a vincere finalmente una serie di playoff (evitando quindi di essere il Tracy McGrady del puck.....ma di questo parleremo in seguito). La rivalità con Sidney Crosby peraltro non è solo mediatica (come per certi versi sono quelle tra Lebron James e Anthony e/o Wade in NBA), ma tra i due d' è una vera antipatia, per essere eufemistici. Il giocatore dei Penguins dal canto suo farà meno goals, ma è più uomo squadra e il talento offensivo in generale di Pittsburgh è talmente elevato che è infantile farne una solo questione di numeri accumulati. Il primo round è andato già in scena e in nottata andrà in onda il secondo: i Capitals hanno difeso il fattore campo, ora vediamo se riusciranno ad invertire il trend statistico di tutte queste serie di secondo turno in cui gara1 è andata ai padroni di casa e gara 2 agli ospiti, sulla carta questa dovrebbe essere la serie più equilibrata tra le 4, due attacchi immensi a fronte di 2 difese molto rivedibili, alla fine la differenza potrebbero farla i portieri: Fleury di PIT non è mai stato il top dei top, Varlamov di WAS è entrato titolare dopo le prime due sconfitte nelle prime due partite del primo turno e pur rendendosi protagonista di qualche brutta svista, figlia magari di una certa inesperienza, ha saputo invertire l' inerzia di una squadra che sembrava alle corde sullo 0-2 pesante (2 sconfitte in casa) contro i Rangers; il goalie dei Capitals non ha però mostrato nessun segno di emozione alla sua prima gara7 e soprattutto si è evoluto in un salvataggio mostruoso in gara1 contro i Pens che rischia di essere la miglior parata dei playoff (doesn't get any better than that....). Pittsburgh peraltro ha scherzato con il fuoco durante la RS, acciuffando i playoff solo con una accelerata finale, che ora però gli costa il fattore campo in questa delicatissima sfida.

Insomma, ricapitolando: Vancouver l' aspetta da sempre (94 anni fa, non erano Canucks e soprattutto non esisteva l' NHL come la conosciamo ora), Washington idem, Chicago da 48 anni, Pittsburgh da 17....Carolina, Anaheim e Detroit hanno vinto le ultime 3, dopo il lock-out, ma fame o non fame continueranno a picchiarsi come dei fabbri, continueranno a farsi crescere la barba e a lottare per ogni singolo rimbalzo di questo puck che continuiamo a non vedere ma che stiamo iniziando ad apprezzare, perchè the cup changes everything.


PS. diamo al russo quel che è del russo: le sue previsioni sono andate mooolto bene, inspiegabilmente; ad est 7/8, sbagliata solo una deludente Tampa, preferita a Carolina, Florida outsider è stata nei primi 8 sino a poche partite dalla fine, ad ovest 6/8, sbagliate Dallas ed Edmonton....va a finire che è veramente esperto nhl....

martedì 28 aprile 2009

No video output (MotoGP 2009 #2)

"Ciao, hai visto il GP"
"No, c'era il Draft Nfl"
"Cosa?"
"Il Draft della Nfl..."
"Che cazzo è il drafenneffel?"
"Il draft, la scelta dei collegiali da parte delle squadre professionistiche"
"E quanto dura?"
"Due giorni, è iniziato sabato sera sai... una certa ghega, così domenica mattina per Motegi non ce l'ho fatta"
"Potevi registrarlo"
"Non ce l'ho fatta..."
"A registrarlo?"
"Esatto... sono tornato di notte, non ce l'ho fatta ero cotto. Ma se vuoi te lo racconto"
"Cosa? IL GP o il drafenneffel...?"


...

Il draft della MotoGP è una sorpesa anche senza audio, senza video, senza birra e senza scommesse, se Paperone (uno che sta sui forum, non il miliardario Disney) che sta dall'altra parte degli mondo batte Modano (uno che sta in Sardegna non il giocatore di Nhl) che sta dall'altra parte del Tirreno e diventa vero e nuovo redeiruchi non poteva essere una giornata normale.

Prima scelta di Motegi lui, Jorge "meglio il chupa del chapas" Lorenzo (voto 10 a quanto pare), l'inatteso ragazzo ribello che soffia il contrattone a due atleti ben più in vista nelle previsioni degli analisti. Ed eccolo lì lo spagnolino velocissimo, in testa al mondiale e alle prefernze delle lettrici di Donna Moderna.

Poco indietro lui, già previsto come numero uno, il Valentino "è tempo di dichiarazione dei redditi" Rossi che con il suo motore 730 vola, vola, vola, ma è secondo (voto 9, chissà) in corsa come nel mondiale.

Terzo posto il più inatteso, un piazzamento ispirato dalle scelte di Al Davis direttamente dalla baia di San Francisco: Dani "papà guarda, salgo sul podio" Pedrosa (voto 8, sì, si va a scendere...) che con un'impennata d'orgoglio rimette il muso davanti, tra i grandi, nelle posizioni che contano.

Passa il Qatar si sfiata Casey "un po' bassino per fare il QB" Stoner, che dichiara che se non avesse fatto il motociclista gli sarebbe piaciuto provare col football australiano. See... piacerebbe. Intanto spingi quella carriola che i secondi dalla prima scelta assoluta erano 5.6 e i club Ducati stanno già in pensiero (voto 7, comunque, si scende...).

Andrea "come cazzo sarà fatto un podio visto da vicino?" Dovizioso è l'unica scelta che più o meno tutti azzeccano, incapace di nuovo di darci la gioia di un italiano, che non sia il solito italiano, uno nuovo insomma, qualcuno che scenda in campo, a ritirare una coppetta (voto 6 comunque, si scende).

Non ci si faccia ingannare dall'eccellente sesto posto di Marco "BJ Raji" Melandri (voto5... che sfiga, è sceso troppo!) in primis perché frutto di una trade con Nicky Hayden (voto 3, a prescindere dalle discese) in secondo luogo perché pur sempre a 30.555 secondi dal primo. Solita roba, tutti al bar e lui che ancora ha da arriva'! Stavolta però dietro se ne mette tanti, ultimo, ma non per importanza, di questi lui, Niccolò "steal of draft" Canepa (voto 10, qui si sale che neanche Rebellin con la bomba) che ottiene una magnifica 14^ scelta.

L'Idolo si prende così i suoi primi punti in carriera e festeggia con una carovana di gnocca. Poco altro, a parte Sete "Seru Tituli" Gibernau (voto:... mah!), fuori prima del tempo. Seru punti.

Attenzione: ci scusiamo con i telelettori, la prossima puntata, dopo attenta visione della corsa, tornerà con immagini e commenti... veri.


ATTENZIONE!





Se guardate bene, sotto il disegno del cuore, c'è un culo!

martedì 14 aprile 2009

Vai Girardengo! (MotoGP 2009 #1)

Idolo



Campionato nuovo, rubrica nuova. O, meglio, nuovo modo per presentare le pagelle del mondiale MotoGp 2009 perché, si sa, le vecchie abitudini vanno mantenute ma è meglio non ripetersi all'infinito o si rischia di annoiarsi e di annoiare. Del resto anche Ziliani a Controcampo dopo tre settimane aveva decisamente disintegrato gli zebedei. E così via la noia, un vestito nuovo per un campionato nuovo, un nuovo modo di dare voti, sfruttando articoletti completi e meno ripetitivi che faranno così onore a uno sport che, anche quest'anno, rischia di portare alla nausea in un duetto che potrebbe avere ben poche varianti impazzite.


Non che ci aspettassimo molto di diverso, e ci va bene che, rispetto a qualche anno fa, l'avversario del campione in carica sia di primissimo livello, come talento e come moto, e non qualche nome buttato lì dalla stampa e dagli sponsor per tenere viva una sfida che, solitamente, a giugno vedeva già Valentino Rossi davanti di 60 punti.

E cosa c'è di più noioso? Già, cosa c'è? A proposito di vecchie abitudini c'è Guido Meda, che ascoltato la domenica sera in attesa che qualcuno ci soccorra avvisandoci se si correrà o se possiamo cambiare canale e finirla con questo supplizio. Il peggio sembra non avere mai fine tra show improvvisati con cronisti attempati e fuori forma che corrono come bambini sotto la pioggia divertendosi come matti (solo loro) e commenti ripetitivi e inutili da parte del Nostro che continua a lamentarsi sulle gare in notturna e bla, bla, bla.... Reggiani potrebbe anche ricordargli che senza Motomondiale il posto più bello visitato sarebbe a oggi Cologno Monzese ma non lo fa. E si arriva al delirio del telespettatore che riflette su quella vecchia proposta di un collega di far commentare a Simoncelli le gare di Rossi e a Rossi quelle di Simoncelli. Le coronarie ormai sono a rischio.

Cosa c'è di peggio di una gara monotona, scontata e in un paesaggio reso inutilmente notturno? Una “non gara” col solito telecronista, roba che chiedi soccorso al vicino, al cane del vicino, ai parenti, al Telefono Azzurro. “Ci spiace”, risponde una voce anonima e cortese dall'altro capo del telefono, “lei troppo cresciuto per il Telefono Azzurro”. Ci si tira su tra un “ci vediamo in Giappone”, una coccola alla moglie ai box, una faccia buffa che sembra più un sospiro di sollievo che altro, una inutile respirazione anti-stress seduti su una sedia, ci tira su, dicevamo, Niccolò Canepa, esordiente assoluto che attende il rinvio abbracciato a due gnocche, si fa scattare foto e si gode l'unico momento di gloria del primo week end in MotoGP; lui che attende il giro di ricognizione seduto al contrario sulla moto e guarda dietro in cerca di non si sa cosa. Voto 10, inopinabile, al nuovo mito del mondo dei motori, altro che Chupa Chups, qui si va a Umbrella Girls direttamente.


Il telefono azzurro

La gara. Voto 10 a Casey Stoner, inarrivabile protagonista di una fuga solitaria attesa già alla vigilia nonostante il buon Rossi (voto... che voto vuoi dare, 10 anche al primo degli “umani del Qatar”) si fosse avvicinato ai tempi sul giro tra prove, warm up e compagnia. In gara un abisso, una Ducati (voto 11) che sembra il mezzo perfetto e una Yahmaha in forma che attende circuiti più favorevoli di questo per attaccare. 7,771 secondi il distacco finale per il Patacca che, ammette da buon ragioniere quale sta diventando con l'età, “o cadevo o rallentavo, ho scelto la seconda cosa, il campionato è lungo”. Chi vi scrive, nel frattempo, perde ogni chicca in telecronaca destinato a un bar con un raffreddore che sarebbe più adatto a un dicembre glaciale più che un aprile caldo e sereno come questo, ma anche qui le colpe vanno cercate nel telecronista che indebolisce la salute degli impavidi che ancora hanno il coraggio di starlo a sentire. In un bar, davanti a tre bottiglie di prosecco per l'unico grande momento della corsa: il brindisi tra di noi.

Niente telecronaca e tante immagini che scorrono mentre l'oceano si forma tra il primo ed il secondo e l'unica battaglia degna di nota rimane quella per il podio. Il terzo gradino lo prende Jorge “leccamelo” Lorenzo (voto 8) che precede un ottimo Colin Edwards (voto 9, vista l'età e la moto satellite che lancia ulteriormente le azioni Yamaha) e Andrea Dovizioso (voto 7, con la Honda ufficiale vogliamo vedere comunque di più).

Esce dallo scontro Loris Capirossi (voto 3 per l'errore che vanifica tutto, 1 per l'idea di continuare a correre) mentre arriva 6° all'esordio 2009 Alex De Angelis (voto 7,5), che cerca di svegliare con una onesta sportellata quello che alcuni continuano a definire il pilota del futuro, Dani “undersized but overrated” Pedrosa (voto 4 a chi ancora lo aspetta).

Nicky “uorld cempion” Hayden faticava a tirare fuori qualcosa di eroico da una Honda che spaccava culi ai passeri e ora si trova con una moto che solo Stoner sembra in grado di gestire. Esordio col botto, caduta stratosferica in prova di rischia grosso, corsa da menomato e traguardo a soli 48,883 secondi dal compagno di squadra: il voto mettetelo voi (per versioni stampate, il voto va qui: voto______)

Tranquilli, c'è chi fa peggio. Come Sete “era meglio da ritirato” Gibernau (voto 1 solo per aver pensato di riprovarci) che riesordisce con un magnifico tredicesimo posto soffiato al sempreverde Marco “Aaron Rodgers de noialtri” Melandri (voto 2, ma che te lo dico a fa'?) che per via di un errorino che lo manda per i campi si gioca quei 4-5 secondi che lo dividono dall'ambita posizione conquistata dallo spagnolo.


Frankie goes to... Hollywood
Dietro solo un veterano come Toseland, e la comparsa Yuki Takahashi (ma 'sti giapponesi finiranno gli sponsor per piloti che noi possiamo trovare senza troppa fatica?) e il più grande di tutti, colui che secondo i nostri sondaggi è al 73,1% delle preferenze degli italiani (tiè!): Niccolò Canepa. Uno di noi.

Il trofeo meritato da Canepa



Torniamo seri. Voto 10 al minuto di silenzio per le vittime del terremoto in Abruzzo. Non so, ma io non lo vedo un gesto così scontato in un evento come il Motomondiale a tanti chilometri da un puntino nell'oceano sconvolto dalla natura.

venerdì 27 marzo 2009

And the winner is...

...non lo sappiamo ancora, dovremo valutare un paio di ricorsi e poi decidere cosa considerare per decretare il vincitore, a sorpresa potremmo pensare che vince chi in gara ha fatto il giro più veloce, oppure premiare il pilota che ha fatto più sorpassi e/o doppiaggi, l' idea più affascinante sarebbe quella di giocarsela a parità di vittorie con una bella sfida di birra e salsicce, abbiamo già escluso il braccio di ferro e la gara di rutti, ma entro breve saprete chi avrà vinto questo fantastico mondiale di Formula 1.
A lungo andare però il tifoso, l' appassionato, tenderà a stancarsi e il carrozzone guidato da Bernie Ecclestone rischierà di diventare una Coppa America qualunque, che fa girare sì milioni di miliardi, ma che sempre più si allontana dalla gente. L' inizio di questo campionato non fa eccezione: l' introduzione delle “medaglie” ha fatto storcere il naso a tutti e per fortuna non è stata, per il momento, convalidata, avrebbe vinto il mondiale chi avesse vinto più gare, quindi non avrebbe avuto più senso gareggiare per conquistare un posto in più,:chi me lo fa fare a metà gara se sono quinto di fare un sorpasso per arrivare quarto?! Già in F1 non si sorpassa più, questa innovazione avrebbe diminuito/diminuirà ulteriormente lo spettacolo e le lotte per le altre posizioni e visto che tendenzialmente dopo i primi 5 6 giri rimangono in 2 lottare per la vittoria del GP, gli altri possono tranquillamente smettere di correre e andarsela a giocare a birra e salsicce (sempre loro...diventeranno molto importanti, vedrete...). Vogliono, anzi vuole (Bernie Ecclestone: "Non sarà necessario discuterla con nessuno - ha sottolineato - basterà provvedere alle nuove regole prima del Mondiale") trasformare la classifica finale in un medagliere, il medagliere che, diciamocelo, nelle competizioni olimpiche nessuno caga se non per curiosità, lui lo vuole trasformare come giudice ultimo che deciderà il vincitore di uno degli sport più costosi del mondo. Bene, ma non benissimo.
Quest' anno, per fortuna, l' “intelligente” proposta è arrivata fuori tempo massimo e tutti i team e piloti si sono espressi contrari a questa pagliacciata, bloccandone l' introduzione, ma il piccolo Bernie, ormai rimasto solo vista la perdita di immagine subita da Max Mosley e dalle sue fruste, è più battagliero che mai e continua ad insistere che lui vuole il medagliere e lui è quello che decide, abbiamo un anno per trovare l' antidoto.
Per il resto tutto apposto? Ma anche no. Per l' ennesima volta durante l' offseason sono cambiate le regolamentazione tecniche che dovrebbero definire se una macchina può gareggiare o meno in un gran premio di formula uno. Senza addentrarci troppo in particolari che io in primis non conosco e che in generale la gente comune tende ad evitare di conoscere, basta guardare le macchine per capire che il regolamento è stato stravolto e se esteticamente le macchine sono così diverse chissà nei particolari?!?!

prima e dopo

Uno di questi particolari è quello che più fa discutere in questa prima vigilia: i diffusori. Cerchiamo di entrare in questo ginepraio, sperando poi di trovare la via per uscirvene: lo spirito del nuovo regolamento introdotto quest' inverno era quello di diminuire il più possibile il carico aereodinamico delle macchine di formula uno, diminuendone in questo modo le prestazione, rendendo la guida più difficile e aumentando quindi la possibilità di errori, sorpassi e spettacolo. Poi non è facile rendere legge lo spirito, si dice “fatta la legge, trovato l' inganno” ed è così che è stato: cavillando sulle parole, interpretando la regola, BrawnGP, Williams e Toyota hanno sfornato questi diffusori (vedi foto):


che tecnicamente non fanno altro che aumentare l' effetto suolo della macchina, che quindi risponde più prontamente hai cambi di direzione, ecc ecc.....insomma un modo per andare contro lo spirito delle nuove regole, ma, è qui il punto, un modo che non va contro le regole stesse. Le regole vietano la presenza di fori in quella parte della macchina, definendo foro un buco che permetta di vedere attraverso la macchina la carrozzeria (una mutuazione automobilistica del calcistico “c' è luce tra i tronchi corporei”), furbescamente queste macchine hanno posizionato le sospensioni posteriori che coprono perfettamente questo foro impedendone la visibilità oltre, che quindi non è più un foro, ma una fessura...e su questa diversificazione tra foro e fessura mi fermo, altrimenti non riuscirei più a venirne fuori.
L' accorgimento però non è di poco conto, perchè 3 scuderie di certo non avvezze a certe zone di classifica si trovano ad avere i primi 6 migliori tempi, il guadagno viene definito sull' ordine di 5/7 decimi a giro, e allora apriti cielo: Ferrari, Renault, McLaren, BMW (quest' ultima fuori tempo massimo...ma poco importa) corrono subito a lamentarsi, i commissari di gara di Melbourne respingono il ricorso, confermando che l' escamotage non infrange nessuna regola. Allora via di appello che la Corte di Parigi esaminerà solo tra 3 settimane, quando si sarà corso anche il gran premio di Malesia. Bello schifo.
Parliamoci chiaro: dello spirito del regolamento non frega niente a nessuno, chi gareggia lo fa per vincere e allora queste tre scuderie non hanno nessuna colpa, per di più vedere Rubens Barrichello, il pulcino calimero solitamente sempre depresso e triste, così gioviale e felice in un certo senso ci fa anche piacere, però lo sa bene anche lui che non durerà per molto, in un verso o nell' altro: o vieteranno questo tipo di diffusori probabilmente anche cancellando i risultati sino ad allora ottenuti oppure anche le altre squadre adopereranno questo accorgimento che sembra abbiano già pronto. La banda del buco, come è stata brillantemente definita, anche se dovremmo chiamarla della fessura...., avrà sicuramente dei vantaggi enormi in queste prime gare, ma non essendoci ancora le medaglie, pensiamo che a lungo andare questo eventuale gap, anzi questo gap sub iudice che si formerà nei primi gran premi, sarà poi coperto e tutto tornerà alla normalità con Ferrari e McLaren che torneranno a battagliarsi per il titolo.
Quello che ci resterà sarà l' amarezza di aver seguito gare il cui vincitore sarà certo solo tra un mese, l' amarezza di uno sport che sempre più si allontana dal tifoso, che sempre più si sta perdendo tra processi, appelli, accuse, spionaggi, regolamenti equivoci, complotti e una federazione che si sta rivelando inadeguata.
A far da sfondo a tutto questo c' è una questione di soldi, con team che avanzavano 3 annualità di diritti commerciali, con Ecclestone che ha dovuto elargire in parte questi soldi, onde evitare lo sciopero di queste squadre. Gli attriti tra il padre padrone di questo campionato e la FOTA (l' associazione delle scuderie) stanno aumentando mese dopo mese, prima o poi si arriverà allo scontro, perchè no, proprio su quel medagliere con cui abbiamo aperto questo articolo.

And the winner is....

giovedì 5 marzo 2009

Getcha popcorn ready?

Ed ora di tutti questi popcorn che ce ne facciamo?! La voce, seppur girasse ormai da qualche settimana, non sembrava poter diventare realtà, almeno chi vi scrive pensava che, sia dal punto di vista economico che da quello tecnico, mai e poi mai Terrell Owens potesse essere tagliato in questa offseason. E mi sbagliavo.

Il 5 Marzo 2009 è la data della fine della storia tra uno dei ricevitori più forti e più controversi di sempre e di una delle squadre più chiacchierate: le strade dei Cowboys e di T.O. si separano, ognuno va per la propria strada, cercando di conquistare quello che li aveva spinti ad incontrarsi: il Vince Lombardy Trophy.

L' ex eagle era giunto nel Texas senza non poche contraddizioni, le esultanze di scherno che avevano colpito la squadra di Dallas nelle sue precedenti “reincarnazioni agonistiche” avevano fatto storcere il naso a non pochi tifosi cowboys, che però in un modo o nell' altro si sono turati il naso e in questi 3 anni di convivenza seppur forzata avevano cercato in qualche modo di trovare la parte positiva del sodalizio:

Owens dal canto suo li (ci) ha aiutati, essendo protagonista in campo di prestazioni spesso e volentieri sopra la norma, tornando a rinverdire i fasti che si erano un po' ingrigiti dopo il ritiro di Michael Irvin. L' asse Romo-Owens sin dalle prime battute ha mostrato spettacolo ed efficacia, senza stare a sciorinare tutte le cifre della coppia, parliamo di un duo tra i più prolifici per quanto riguardo numero di TD e non solo...e allora, perchè romperlo così bruscamente in una notte di Marzo?? Come scritto in apertura una giustificazione non può essere cercata dal punto di vista economico, pare (vista la mia idiosincrasia con le questioni salariali) che il taglio infatti alla lunga non porti nessun risparmio economico a livello di salary cap, né tanto meno può essere ricercata dando un giudizio tecnico sul giocatore, che sì avrà 35 anni, ma fisicamente è ancora più che prestante, non ha ancora mostrato segni di cedimento. La giustificazione, e qui svelo il segreto di pulcinella, va ricercata senza dubbio sulle sue doti caratteriali: ce l' hanno sempre descritto come un gatto attaccato ai maroni e penso che la descrizioni non si discosti più di tanto dalla realtà, T.O. è una fonte di pressione sui propri compagni in primis che probabilmente a lungo andare tende a logorare ogni tipo di rapporto, innanzitutto porta il proprio QB a giocare non serenamente: se non gliela passa: e perchè non gliel' ha passata?!?! se gliela passa è perchè gliela deve passare per forza, ecc ecc....

Oltre alle pressioni che lui stesso con il suo carattere esercita all' interno della squadra, poi ci sono tutte quelle derivanti che un giocatore così fuori dalle righe genera a livello di mass media: qualsiasi cosa lo riguardi viene ingigantita, strumentalizzata, travisata: la storia del tentativo di suicidio di 2 anni fa è emblematica e tutto questo a maggior ragione tende a distrarre una squadra già di per sé sotto l' occhio del ciclone anche per molto meno.

In definitiva il gioco non valeva più la candela e ora che ne sarà di loro? Detto che comunque con il taglio viene stampata la parola FALLIMENTO su questa esperienza per entrambi i suoi lati, vediamo quali saranno i possibili scenari, iniziando da quello che ne sarà dei Cowboys: Roy Williams è arrivato da Detroit durante la scorsa stagione, non si è per nulla inserito all' interno degli schemi offensivi, mostrando anche un certo atteggiamento svogliato sinceramente incomprensibile, a parte questo il peso dell' acquisto (prima, terza e quinta scelta) era pari ad un WR #1, idem il peso del suo contratto firmato appena arrivato in Texas (54milioni per 6 anni), quindi almeno sulla carta il sostituto era già presente in casa. Ammesso e non concesso che Roy Williams non faccia rimpiangere Owens, il problema viene guardando al resto della pattuglia di ricevitori dei Cowboys: Austin e Crayton dovrebbero battersi per il ruolo di secondo e terzo ricevitore, s' è visto di meglio. E ora che non ci sarà più T.O. a forzare i raddoppi della safety, probabilmente anche Witten non avrà più vita facile nel mezzo del campo. Miles Austin per di più s' è dimostrato molto incline agli infortuni, caratteristica in cui eccelleno anche Stanback e Hurd, gli altri due che dovrebbero completare il reparto. Insomma in definitiva, dietro a Roy Williams c' è solo robetta, per carità Hurd e Austin possono avere del potenziale, ma non saranno mai delle stelle. Allora come agire? La classe di ricevitori neo-professionisti del prossimo draft sembra essere abbastanza profonda da permettere di trovare dei buoni prodotti su cui lavorare anche al secondo giro, il problema è che sino a poche ore fa quella scelta era da investire sul vero need di questa squadra, ovvero il ruolo di safety. In free agency ci sarebbe Holt, appena rilasciato dai Rams, ma a questo punto significherebbe investire una buona quantità di denaro su di un 32enne (che va per i 33) e bisognerebbe battere la concorrenza di altre squadre anche con più spazio salariale (qualcuno ha detto Eagles?) e poi verrebbe a fare il numero 2? Visto che Roy Williams aveva richiesto e reclamato il ruolo di essere il numero 1 ancor prima del taglio dell' 81. Il numero 2 probabilmente lo farebbe ben volentieri Marvin Harrison, che probabilmente si accontenterebbe di un contratto anche più modesto, il dubbio su di lui è però a livello atletico: l' ex colt ha ancora qualcosa da dare? C' è un certo scetticismo su questa questione, scetticismo più che motivato. Altro la free agency in questo momento non propone, Coles sarebbe stata un' ottima presa, peccato che si sia già accasato ai Bengals, e soprattutto il salary cap dei cowboys non permette ai tifosi di sognare nomi altisonanti, per di più i vari Boldin o Chad Johnson costerebbero qualcosa anche a livello di scelte, sicuramente per arrivare al primo ci sarebbe bisogno di una prima scelta, che quest' anno a Dallas hanno già venduto e si spera non cedano anche quella dell' anno prossimo. Per quanto riguarda Ocho Cinco, ormai non ci meraviglieremo più di nulla, ma ci sfuggirebbe il senso logico di tagliare T.O. per motivi caratteriali e poi andare a prendere uno della stessa pasta e per di più decisamente sopravvalutato dal punto di vista “tecnico”. Boh.

Insomma, per chiosare il lato Cowboys direi che “pessimismo e fastidio” descrivano in maniera appropriata la situazione, passando al lato T.O. invece molti sono gli scenari che già a poche ore dal taglio si sono immaginati: molte sono le squadre che stanno cercando dei ricevitori e quando uno del calibro di Owens irrompe sul mercato siam certi che squilleranno parecchi telefoni in queste ore, la soluzione più “intrigante” potrebbe essere quella di una firma con i Dolphins e la reunion con Parcells e Sparano, la convivenza quando i tre si incontrarono in quel di Dallas non fu delle più felici, i risultati stessi non entusiasmarono, certo è che nessuno più di Miami ha bisogno di un ricevitore e a questo punto aggiungere un veterano di tale caratura potrebbe rivalutare tutto il giovane pacchetto di wide receivers dei Delfini. Philadelphia avrebbe tranquillamente lo spazio salariale per rifirmarlo, ma quella di Owens nella città dell' amore fraterno è una storia che è stata già scritta, sarebbe uno scenario surreale.....e forse proprio per questo pensiamo che Owens possa valutare attentamente una possibile offerta (se mai questa arriverà) degli Eagles: a lui piacciono le sfide impossibile, questa sua voglia di andare sempre controcorrente e sfidare l' opinione pubblica. T.O. però vuole vincere entro breve (e questo già di per sè porterebbe a non considerare un accasamento ai Raiders) e tra le squadre che sono alla ricerca di un WR chi più dei Titans potrebbe dargli una chance di vittoria? Tennessee ha sorpreso un po' tutto e tutti la passata stagione, ma ormai che si è costruita con le proprie forze questa dimensione di contender deve fare di tutto per mantenerla, perso Haynesworth, l' acquisto di un ricevitore così forte potrebbe essere un segnale importante dapprima all' ambiente e poi alla squadra stessa che proprio in questo reparto ha lacune ormai da anni, quello che ci lascia un po' perplessi è la connection con Collins...Già meglio potrebbe essere eventualmente quella con Flacco, i Ravens dopo aver perso molti tasselli, soprattutto in difesa, stanno iniziando a aggiustare la squadra e forse il braccione di Flacco sarebbe la rampa di lancio ideale per i sogni di gloria di T.O. Certo è che Rosenhaus qualche anno fa, quando il suo assistito lasciò la California per andarsene a Philadelphia, fece un po' di pasticci annullando una trade proprio con i Baltimore Ravens...e quindi anche in questo caso ci sarebbe una specie di “ritorno”, Owens non fa mai le cose semplici, d' altronde.

Nemmeno quando mangia i popcorn.