Tutti che marcavano Bettini, tutti attenti a Cunego o Rebellin (altri splendidi protagonisti della gara e arrivati rispettivamente secondo e quarto) ed invece è stato il veneto a staccare tutti con quella che in gergo viene definita “sparata” e che ha gasato all'inverosimile i telecronisti di Eurosport che gridavano come matti e tutto il pubblico di Varese che lo ha accompagnato negli ultimi metri.
Tutto bello? Tutto magnifico? Boh, io non ci metterei la mano sopra.....Chissà che tra qualche mese non ci sveglieremo con la notizia che Ballan è stato l'ennesimo ciclista trovato positivo all'antidoping.
Ma perché pensare male? direte voi. Giusto. Magari sarà così bravo e fortunato da non farsi beccare. E già, io ho ormai perso ogni fiducia.
Forse l'incipit di questo pezzo vi ha ricordato qualcosa, e se non l'ha fatto andate immediamente a leggere questa bella e crudele intervista a Ivano Fanini, presidente del team ciclistico «Amore & Vita-McDonald’s», personaggio sempre più ai margini del gruppo, visto come un reitto solo perchè s'incaponisce nella sua personale lotta contro i mulini a vento, quella contro il doping.
Io non posso e non voglio aggiungere nulla a quello che lui dice, è già così terribile quello che lui dichiara, ma è ancora più terribile l'indifferenza con cui il mondo del ciclismo affronta queste dichiarazioni (date poi proprio nei giorni del mondiale ospitato in Italia....ma come si permette? Rovinare uno spettacolo così...).
Chi vi parla è uno che è stato innamorato pazzo del ciclismo, che nella sua vita ha posseduto esclusivamente bicicletta da corsa (e che trova scomode le normali biciclette...), che girava da solo intorno alle campagne del suo paese per trovare qualche piccola salita (e chi è mai venuto nel Salento dovrebbe sapere che non è affatto semplice!) per immaginare di essere sul suo personale muro di Huy (diciamo la verità: con tutta l'immaginazione che può avere un ragazzino è difficile traformare una salita di 100 mteri nel Mortirolo....) da domare in mezzo a due ali di folla, staccando avversari immaginari mentre il telecronista, il mitico De Zan (quello originale, il senior eh?), ne tesseva le lodi inventando aggettivi immaginifici.
Quel ragazzo poi è cresciuto, e ha visto lo sport che tanto amava trasformarsi in un laboratorio per scienziati pazzi (o forse erano solo gli occhi di un amato che non vede i difetti della sua bella?), ha visto quelli che considerava i suoi idoli tradirlo a mano a mano, uccidere ogni sua speranza, ogni possibilità che gli concedeva (“magari questo non è come gli altri”), finchè non ha deciso che gli bastava, che quella bicicletta a cui per l'uso aveva quasi spezzato il telaio poteva definitivamente rimanere nello sgabuzzino. E che un giorno, se mai avesse un figlio, quasi quasi gli regalerebbe meglio una moto, magari per la salute è meglio...
Ma basta. Oggi è il giorno dei festeggiamenti! Abbiamo vinto l'oro mondiale! Ballan vestirà per un anno quella maglietta color arcobaleno che in tanti bambini sognano ancora. Quindi complimenti! Complimenti alla nazionale italiana, complimenti al suo CT Ballerini, complimenti agli organizzatori, complimenti a Bettini, a Rebellin, a Cunego, e naturalmente complimenti a Ballan.
Ed al suo medico, al suo farmacista, al suo stregon, a colui che sta' contribuendo ad uccidere i sogni di un bambino.