lunedì 27 ottobre 2008

[week 8] Unofficial recap

Se leggendo il nome dell’autore di questo pezzo vi state chiedendo cosa cazzo c’entro con la Nfl, vi state ponendo la domanda corretta. Purtroppo, uscito vincitore da un numero tale di sondaggi che nemmeno Silvio Berlusconi alle ultime politiche, mi vedo costretto a commentare uno sport che un noto forumista ha equiparato alla pallavolo.

Come se non bastasse, il megadirettore galattico ha deciso di stabilirsi in pianta stabile nella ridente città di Londra abbandonando una nave che per il momento ancora non affonda (almeno fino al prossimo pezzo di Pera, che si ringrazia per la preziosa collaborazione), mentre il romanziere non si è concesso una settimana di vacanza perché i suoi (nostri) Broncos non hanno giocato, ma si è sposato. E non ci ha detto nulla.

Tuttavia, la notizia della settimana è un’altra, ovvero l’incredibile vittoria dei New York Jets, orfani del loro miglior giocatore, Brett Favre. Pare che Favre, in assenza di una sim svizzera che Luciano Moggi impegnato in processi in cui si attribuiva la paternità della vittoria del Mondiale non è stato in grado di procurargli, abbia trascorso l’intera partita sulla panchina della squadra avversaria, per raccontare al coach dei Chiefs come riuscire a battere i Green Bay Packers la settimana prossima. Interrogato sull’argomento, il forte qb si è difeso: “Stavamo solo chiedendoci perchè nessuno legge gli articoli di aza” e pare che i media se la siano bevuta.

A questo punto del nostro recap, avevamo in programma di parlare della sfida che si è giocata a Wembley tra Saints e Chargers, lasciando eventuali approfondimenti ai nostri inviati in loco, ma per una precisa scelta redazionale, preferiamo sposare l’adagio che recita che il football americano deve restarsene in america, rinunciando dunque al diritto di cronaca, lamentandoci inoltre di quanto sia stata inopportuna la scelta di uno stadio che ricordiamo essere stato inaugurato da una tripletta di Pazzini. Si poteva fare decisamente meglio.

Tornando al football giocato, menzione d’onore va fatta per la prima vittoria di Dallas senza Tony Romo. Vittoria peraltro abbastanza agevole, basti pensare che il miglior giocatore in campo per Tampa è stato Bryant, che dopo aver saputo che Lebron James è forte a football ha deciso di sfidarlo anche lì. James si è momentaneamente accasato con i Chargers, la squadra di “coloro che fanno fallo in attacco” e staremo vedere come andrà a finire.

Mentre Cincinnati Bengals e Detroit Lions (che ringraziamo per aver dato vita all’omonimo snack che è dieci piste sopra al Mars) fanno a gara tra chi ne prende di più, nel big match di giornata i campioni in carica NY Giants compiono il colpaccio in quel di Pittsburgh in una sfida dal sapore di superbowl, Denver permettendo. Colpo esterno che viene bissato dalla vittoria dei Seattle Seahawks sui San Francisco Giants, con questi ultimi indicati come favoriti dal 97% degli esperti espn, tra cui il sottoscritto. Ringrazio Seattle per aver interrotto la mia corsa verso il milione (vedevo già la sagoma di Gerry Scotti apparire all’orizzonte. E vomitavo.) o “streak for the cash” che dir si voglia, fermatasi a quota quattro e auguro loro di trasferirsi ad Oklahoma City il più presto possibile.

Infine, i Titans stanno giocando l’ultima partita della più breve stagione nella storia della Nfl. La lega sarà infatti investita nei prossimi giorni da uno dei più grossi scandali in materia di doping e tutti gli incontri verranno sospesi fino a data da destinarsi. Una decina di giocatori sono già stati individuati per aver fatto uso di diuretici che agiscono coprendo l’assunzione di steroidi e a breve usciranno i nomi. Già noto quello del pusher, si tratta di un volto noto per la polizia di Manhattam che coordina le indagini: Barry Bonds.

Direi che è tutto per questa settimana, sperando che nell’intervallo di tempo in cui sarò occupato a caricare le foto e a pubblicare il pezzo non muoia qualche giocatore in una qualche sparatoria.

mercoledì 22 ottobre 2008

[week 7] NFC > AFC ?

Dopo sette settimane, non si può più parlare della rondine che non fa primavera, dopo sette settimane, l' autunno è ormai inoltrato e le classifiche iniziano a darci i primi verdetti, e se i Titans a 3 vinte e 0 perse erano una sorpresa, ora a 6 vinte e sempre 0 perse sono una realtà, sorprendente quanto vi/ci pare, ma una realtà con la quale fare i conti: il calendario non è stata dei più difficili, bisogna pur ammetterlo, la seconda parte di stagione proporrà scontri più indicativi, ma in questa pazza NFL in cui tutti sembrano poter perdere da tutti, essere imbattuti a metà ottobre va al di là di qualsiasi schedule. Domenica Kansas City non ha impensierito praticamente mai i ragazzi di Fisher, che hanno passeggiato per un tranquillo pomeriggio soleggiato, nota saliente della partita il touchdown di LenDale White: chi l' ha mai visto giocare o anche solo camminare sa che stiamo parlando di una balenottera, il ragazzo distribuisce più o meno uniformemente i 100 e passa chili lungo un metro e ottanta centimetri di altezza, e per usare un eufemismo le sue doti velocistiche non sono il suo forte; ebbene, il nostro ha evoluito domenica in una stupenda....corsa per 80 (!!!) yards, ad un certo punto sulle 20 ha dato l' impressione di chiedere una tregua, ma ha tenuto duro fino in fondo, fino ad andarsi ad arenare nella endzone, il gesto atletico non è passato sotto traccia nemmeno tra i network americani che con fare goliardico sono andati a pescare il TD su ritorno da intercetto di 55 yards messo a segno la settimana scorsa da colui nato sotto il nome di Juqua Thomas, che da quest' anno si fa chiamare Juqua Parker, professione defensive end, tempo occorso per correre le ultime 50 yards: 6 secondi e 31, solo 53 centesimi più lento di uno che di mestiere farebbe il running back, e running non è una parola messa lì a caso....quando la stagione gira la vedi anche da queste piccole cose, lo stesso accade quando la stagione non gira, e sembra così per i Chiefs, per la seconda volta in 6 partite sono stati costretti a schierare 3 QB, come se la situazione non fosse giò disastrosa di suo e come se il primo QB fosse all' altezza del posto, anche questa domenica prima Croyle (colpito da Haynesworth al ginocchio), poi Huard (colpito da Jason Jones alla mano) e infine il già citato nelle settimane scorse Thigpen si sono adagiati dietro al centro, in attesa che la partita raggiungesse rapidamente il suo termine, così come Gonzalez (arrabbiato, invec no, ma forse sì per la mancata trade...) e soci non vedono l' ora che sia Gennaio, un' altra annata buttata in quel di Kansas City....

Insomma in questa settimana le “sorprese” hanno continuato a confermare il loro reale valore con le vittorie: Buffalo continua a vincere (5-1) e continua a battere formazioni che l' anno scorso erano approdate ai playoff: dopo Jacksonville e Seattle, è stata la volta di una San Diego favorita ad inizio anno, ma che sta incappando in più di una difficoltà. I Bills invece ritrovano Edwards e ritrovano “magicamente” la vittoria: partita in bilico sino alla fine, quando Kawika Mitchell ha messo la parola fine con un intercetto in endzone. Rivers, continua a pasticciare con il pallone, come San Diego continua a pasticciare in generale, il record di 3-4 sarebbe da panico in tante altre division, nella AFC West no...questo l' unico motivo per sorridere per i Chargers che nel frattempo sono volati a Londra per la partita di Wembley la prossima Domenica, dove troveranno dei Saints, anche loro in condizioni fisiche e mentali precarie.

Insomma il mondo dell' NFL sembra si sia capovolto e più passano le settimane più non sembra esserci alcuna intenzione di tornare a testa in su. Alle già citate San Diego e New Orleans, si aggiungono Indianapolis, New England, Dallas, Seattle, tutte squadre che dovevano dominare la loro division e non solo, che invece si trovano in brutte acque, sabbie mobili che lentamente li stanno inghiottendo, infortuni ma non solo, il gioco del football è un gioco dagli equilibri molto instabili e basta poco per perdere il ritmo, la concetrazione, l' amalgama nella giocata....quegli intagibles che tanto piacciono agli americani e che trovano un degno esempio nella situazione attuale della Lega.

Una curiosità che emerge nelle classifiche attuali è che questo periodo di estrema incertezza ha portato un riequilibrio delle forze: l' AFC ormai da anni era la conference con gli squadroni, il Championship dell' American era da tutto considerato il Super Bowl anticipato, chi usciva dall' NFC raccoglieva spesso le simpatie dei tifosi neutrali, il Davide che doveva batter Golia...l' istantanea che ne esce a circa metà stagione ci descrive una situazione diammetralmente opposta: escluse le attuali leader di divisio, in AFC una sola squadra ha il record sopra il 50%: i Patriots, pur privi di Brady, riesco a tener botta e aspettano, con il loro 4-2, che i delusi (SD, IND, JAX) arrivino di rincorsa per conquistare almeno una wild card. In NFC dietro alle prime invece sono ben 5 le squadre con un record positivo: Carolina, Atlanta, Green Bay, Washington, Dallas, tutte tra un 4-3 e un 5-2 che preannuncia una lotta per un posto in Gennaio che potrebbe fare vittime illustri.


MVP


Clinton Portis, mvp di settimana per chi vi scrive e probabilmente uno dei più seri candidati all' MVP stagionale, stando a quello che abbiamo visto sino ad ora. Le 175 yards di domenica sono la quarta prestazione consecutiva oltre le 100 yards, il ragazzo, che giova ricordare ha ancora soltanto 27 anni, viaggia da una media di un TD a partita, sempre tra le 20 e le 30 portate, grazie alle quali Jason Campbell può limitare gli errori e continuare la sua crescita...e se Washington vince sempre (o quasi) tutte le partite con lo scarto ridotto il merito è anche delle corse dell' ex Broncos, che tanto aiutano a gestire palla e cronometro, considerando anche il fatto che domenica è arrivato anche l' unico fumble della sua stagione sinora, fumble che peraltro ha riaperto una partita che sembrava ormai in ghiaccio.


PLAY OF THE WEEK


Un paio di settimane fa avevamo strabuzzato gli occhi per la ricezione di Booker, questa settimana è la volta di un' altra ricezione, la tecnica che non ti insegnano all' high-school, ma che ti fa vincere un Super Bowl: la tyree-tecnique ha fatto scuola, questa volta è stato Lee Evans ad aiutarsi con il casco per mantenere il controllo del football, mentre con i piedi danzava a 20 cm dalla banda bianca che divide i 6 punti dall' incompleto. Spettacolo allo stato puro

Non sarà il play of the week, ma ci teniamo a nominare Dan Orlovski: la settimana scorsa il nostro si era reso protagonista di una delle azioni più esilaranti di questo inizio di stagione, la passeggiata fuori dalla endzone, dalla parte sbagliata, aveva portato 2 punti agli avversari e lo scherno dell' america intera, che se non era per l' arbitro che aveva fischiato la fine dell' azione lui stava ancora correndo tra i seggiolini delle tribune. Nella vita sappiamo che non sempre la seconda chance ci viene concessa, a lui invece è andata bene, e già 7 giorni dopo si è trovato nella stessa situazione, ancora una volta spalle al muro, ancora una volta la pressione dei difensori che arriva, ancora una volta costretto a scappare, ancora una volta la tribuna con la scritta exit come facile via di uscita...ma questa volta no, questa volta Orlovski aveva studiato, non si è fatto concupire da quelle sirene che gli suggerivano di scappare via da quel campo così ostile a lui, ha combattuto contro le sue paure, ha lanciato ed ha completato!! Per la prima vittoria dei Lions c' è ancora da aspettare, ma ora a Detroit sanno che su Orlovski possono contare....forse.


L' EFFETTO SORPRESA


Ormai nel football, come per tutto il resto delle cose, non è più facile inventare qualcosa, ormai tutto è stato inventato e re-inventato. La moda del momento in NFL sembrava essere la Wildcat Formation, il direct snap diretto al RB con il QB schierato in posizione esterna, chi segue un po' il college football sa che questa non era di certo niente di nuovo, squadre come Arkansas negli ultimi anni (con Felix Jones e McFAdden) la usavano per l' 80% dei giochi e in generale era molto più usuale vederla giocare tra i ragazzi del college, piuttosto che tra i professionisti. Così che quando qualche settimana fa i Dolphins l' hanno rispolverata tra i pro, la curiosità degli appassionati è stata tanta, i Patriots come vittima sacrificale, subirono 4 TD in questo modo, ma non furono gli unici a rimanerci sorpresi (a lato una foto di Belichick al primo TD di Ronnie Brown nella partita giocata il 21 Settembre), gli stessi Patriots la settimana successiva la usarono, ormai orfani di Brady, per mandare in TD Faulk, e dopo il bye Miami continuò con buoni risultati, sia contro i Chargers sia contro i Texans (azioni di cui aveva già parlato nel pezzo della settimana scorsa Zabry) e poi....e poi sono arrivati i Ravens, l' effetto sorpresa ormai inizia a non essere più sorpresa e i guadagni della formazione sono iniziati a sparire: non hanno mai superato la linea di scrimmage...aspettiamo comunque con ansia la prossima di Miami, in attesa che Sparano apra ancora la borsa dei trucchi.



FOOTBALL DI SERIE Z(F)

Senza alcun indugio assegniamo il primo premio della settimana alla Società Elettrica di Buffalo, che con la gentile collaborazione di alcuni palloni aerostatici, ha offerto un bel blackout in due tempi presso il Ralph Wilson Stadium: niente “Luci a Marsiglia” perchè si giocava di giorno, in compenso la diretta della CBS ha avuto più minuti mancanti dei nastri del Watergate dopo gli editing di Richard “Tricky Dick” Nixon, gli inserzionisti ringraziano.

Mentre John Kasay continua la sua ricerca della perfect season viaggiando a 14/14 sui calci piazzati, suscitando l'interesse solo del kicker in questione, di un pubblico di suoi parenti e del sottoscritto, Kyle Masini e i suoi Bears stanno diventando garanzia di spettacolo per tutti, anche se la scena su questi (ingrati) schermi gliela rubano i ragazzi degli special team di Minnesota, facendo salvo solo il solito Longwell: signore e signori, andate a vedervi le alzate d'ingegno di Chris Kluwe e Charles Gordon, perchè è materiale di qualità. Il primo, non pago di aver pasticciato lo snap per il punt (peraltro dopo un ritual pre-calcio degno del marito pignolo in “Viaggi di Nozze” di Verdone, quello che si concentrava alcuni minuti onde avere una adeguata erezione) e aver fatto cadere la palla a terra, la recupera, tenta di ricalciarla colpendo però Craig Steltz e generando una carambola a favore di Garrett Wolfe, che deposita quindi in touchdown. Il secondo, sul calcio di Maynard, contro l'incombente Zack Bowman anziché chiamare Fair Catch prova a bloccare il killer, peccato che la palla gli rimbalzi su una spalla e finisca in EZ, dove il CB rookie poi vola per assicurarsi sei punti che dalle parti di Minneapolis ancora gridano vendetta.

Grida vendetta anche l'ennesima L dei Bengals, sconfitti dagli Steelers 10-38 di cui 21 nell'ultimo quarto: Fitzpatrick (sette sack subiti), poveretto, a fine partita più che un quarterback sembra Kimberly Franklin in The Gangbang Girl#32.


Restando in tema di gente che lo prende in quel posto, salutiamo Mike Nolan fresco di licenziamento da parte di San Francisco: con il suo addio si spera finisca anche la fissazione con J.T. O'Sullivan, sul quale basta la parola: il ventinovenne californiano, che ha debuttato come starter in NFL dopo sei anni di vagabondaggio tra panchine e practice team, è al momento affermato leader della lega in grandiose statistiche come intercetti subiti, sack sofferti e fumble concessi oltre che in quella non ufficiale di imprecazioni riprese in diretta dopo qualche vaccata. La perla dell'incontro coi Giants ce la offre però in partnership con Josh Morgan: siamo sulle 20 dei 49ers, parte l'azione, J.T. perde palla dopo una manata birichina di Tuck ma cadendo a terra sta per recuperarla; peccato che il volenteroso Gore, accorso per tentare di ricoprire, inciampi con un piede sull'ovale e lo spedisca nella end zone; il rookie con il #82, pur di allontanarla dalle grinfie di Bryan Kehl, si prende una safety sparando il pallone fuori campo.

(Du punt is megl' che seven)

Se è vero che lo stato di forma di una squadra si vede anche da chi ti mandano contro, a Indianapolis e Denver conviene iniziare a preoccuparsi: Adam Vinatieri si è fatto stoppare un FG da Johnny Jolly (nome che solo supereroi, mascotte pubblicitarie & attori di Adult Entertainment possono permettersi senza rischiare la fucilazione sommaria) e i Broncos hanno subito il 40-7 dai redivivi Patriots con una corsa di tale BenJarvous Green-Ellis (sic!).


Qualcuno tra di voi si ricorda delle gag sui DVD di Brees da far vedere a JaMarcus Russell o sul proibire la visione di Smallville a Janikowski? Dalle parti di Oakland qualcuno deve aver fatto la spia, perchè il giovanotto dietro il centro ha fatto una bella partita e il polacco l'ha chiusa ai supplementari mettendola da 57 yds. Non mi resta che continuare a malignare su Tom Cable. Se il match è finito all'OT, la colpa è del coach alla prima vittoria (16-13) che si è allineato alla seconda moda dell'anno in NFL: il timeout chiamato sul FG avversario sbagliato/stoppato che alla seconda battuta viene invece messo trai pali; per referenze chiedere di Coach Fox e Coach Wisenhunt, telefonare ore pasti.


Prometto solennemente di non parlarne più, perchè pure a me esce dalle orecchie, ma la Wildcat genera mostri: cosa diamine ci fa Favre (0 touchdown, 2 intercetti) in quella posizione?

(Soluzione non capovolta: fa come i quarterback di college sfigati che si presentano ai provini NFL come ricevitori sperando di rinviare il momento in cui dovranno trovarsi un lavoro serio.)


P.S.: Non una parola sui Cowboys, vorrei solo dare un consiglio a tutti i bambini che ci leggono: non fate le bamboline voodoo con i QB di Tampa Bay; può succedere che un giorno vi tocchi Brad Johnson al posto di Romo e allora vi rimorderà la coscienza perchè tutte le maledizioni inviate ai tempi in cui giocava con quei cialtroni rossastri si materializzano proprio ora che indossa la casacca dei vostri sogni.





Per questa settimana è tutto, domenica ECT invierà in loco alcuni inviati speciali per seguire la partita di Wembley, tra Saints e Chargers...l' NFL, quella vera, sbarca in Europa, noi saremo là per raccontarvi l' emozione di una partita di football dal vivo, non che quelle di flag ai miting siano di livello inferiore....spettacolo puro, anche lì.

domenica 19 ottobre 2008

[Comunicazione ai lettori] Radio NFL

eSiete lettori di east coast time? Volete diventarne anche degli ascoltatori? Questa sera alle 22.15 seguendo il link qui sotto (aprite con winamp o media player, qualsiasi lettore più vi aggrada), potrete ascoltare la radiocronaca di Indianapolis Colts @ Green Bay Packers, fatta da me e da island....

RadioNFL.....fine delle trasmissioni, grazie a tutti, alla prossima!


Stay tuned

lunedì 13 ottobre 2008

[week 6] Football contaminato dalle cazzate

[Disclaimer: Proprio nella settimana in cui la stesura del recap tocca al sottoscritto, l'NFL confeziona una giornata di stranezze e stronzatone (cit.), trasformando detto recap in una versione ipertiroidea di "Football di serie Z(F)"; me ne scuso con tutti quelli che stavano aspettando un resoconto serio e competente come quelli del Direttor de' Direttori (per poi andarsene a commentare gli interventi di "Enrico da Vicenza", ovviamente)].

Dominica NFL est omnis divisa in partes tres
, avrebbe detto un certo Cesare di discreta popolarità anni addietro: conseguenza di tale ripartizione è che posso seguire un massimo di tre incontri al giorno in diretta; corollario dell'affermazione precedente è che, tolta la partita dei miei Cowboys, la scelta degli altri due match è affidata un po' all'estro della pagina dei link in stream...ehm, scusate, volevo dire "del momento".

Così domenica mi sono lasciato irretire da Atlanta-Chicago
e ne ho avuto ben donde. I Bears partono con in cabina di regia Kyle Orton (che più passa il tempo e più assomiglia a Marco Masini) e Devin Hester utilizzato un po' più da WR oltre che da ritornatore da circo; i Falcons hanno un Matt Ryan di cui tutto dicono un gran bene e il rinnovato entusiasmo da parte dei tifosi; nella prima metà i punti li mettono tutti i kicker, Jason Elam 9 e Gould 3, per la precisione. Partita noiosa? Nient'affatto: volano penalità a destra e a manca, il #2 di Atlanta dimostra di avere talento da vendere e dispensa passaggi per tutti i gusti, muovendosi con destrezza dentro e fuori dalla tasca; dall'altra parte il #18 pare essersi guadagnato il diritto ad essere titolare grazie a selezioni finalmente compiute con un minimo di criterio. Ulteriore movimento a questa frazione la aggiungono i challenge dei due coach; il numero uno è su un fumble di Turner, che i solerti commentatori della Fox ci informano essere il primo da parte di un runningback dei Falcons dai tempi degli antichi greci o giù di lì; scampato pericolo, almeno per questa volta: gli arbitri si ravvedono. Il secondo è materiale per la mia rubrica: Jerious Norwood fa una bella corsetta centrale e viene placcato da Corey Graham, che mette fine al record di cui sopra. La palla è raccolta subito dal compagno di squadra Tommie Harris, quand'è che un tamarro dietro l'angolo (cit.) nella persona di Jason Snelling, approfittando della generale convinzione che il gioco fosse già fermo, arriva e gli soffia la palla. Parapiglia generale, vola di sicuro qualche "Non vale !" e anche qualcosina di più spinto da parte dei Bears, compreso il fazzoletto rosso del challenge; stavolta le zebre sono irremovibili: sig. Smith, il recover del tamarro è regolare, sig. Harris, sì, lei è un povero coglione, sig.Urlacher, si dia una calmata e prenda 15 yds per condotta antisportiva. Nella ripresa, Matt Forte, il rookie RB di Chicago, si infiamma e inizia, alternandosi con i lanci di Orton, a far danni portando a -2 i suoi; risponde senza troppi indugi Ryan, che grazie anche ad un pass da 47 sposta il punteggio sul 19-10. Gould accorcia nuovamente le distanze a quattro minuti dalla fine, poi (02:50 al termine) Elam ha a disposizione un FG da 33, robetta per uno come lui: colpo di scena, la palla è larga sulla sinistra, "No Good". Orton gioca le Madden Card e divora 77 yards in due minuti e mezzo fino alla presa acrobatica in EZ di Rashied Davis con attaccato Chris Houston che cerca di togliergli le tonsille e controllargli al temperatura rettale. La panchina degli ospiti impazzisce, restano solo undici secondi alla fine ed Orton è chiaramente visibile mentre dirige un trenino intonando il tema di "Belo Horizonti". Calcetto squid recuperato da Harry Douglas, sei secondi a disposizione con palla sulle proprie 44. Finita qui, magari con un inglorioso sack? Macchè: siccome Ryan sta studiando da eroe, si connette sulle 30 di Chicago a Jenkins, spinto fuori campo con ancora un-secondo-uno a disposizione. Ora tocca ad Elam, alle prese con un field goal da 48 yards sotto tutta la pressione possibile e immaginabile: Jack, Jack, Jack. Lo sai che sono un professionista (cit.), palla dentro e Atlanta che porta a casa il risultato. Non male per una partita scelta a caso, eh ?

Un po' meno mi sono divertito in Arizona-Dallas: non perchè i Cowboys abbiano perso (24-30), ma perchè abbiamo Romo kaputt per un mese (Brad Johnson non lo sopporto, ogni volta che lo vedo penso "Tampa Bay") e fatto due sonore figure di cacca
sugli special team, ovvero il kick off iniziale ritornato in TD da Arrington per 93 yards e nell'overtime il punt bloccato da Morey a Mc Briar, trasformato in sei punti e fine della partita da Beisel: giocate che ti fanno venir voglia di lanciare qualcosa contro il monitor, ad esempio la testa di McBriar (che in compenso si è fratturato un piede e saluta la compagnia fino al 2009; è la prima volta nella storia che un supplementare viene deciso così, un vero spasso). In realtà nel mezzo tra questi due episodi è successo di tutto: si parte con un allegro fumble di Romo, al riguardo del quale Owens ci informa, con pacatezza (vedere foto), di credere che i colpevoli siano quei robusti signori della offensive line.


Nel primo quarto c'è spazio per un intercetto di Ken Hamlin mentre inizia a delinearsi la predilizione del #9 di Dallas per Marion Barber (chiude con ben 11 passaggi per 128 yds e un TD oltre a 17 corse per 45) e quella di entrambe le squadre per offside e falli vari sui punt; nel secondo l'inerzia del match si sposta a favore dei Cowboys: Crayton riceve un passaggino a metà campo e taglia in due la difesa di Arizona per 55 yds andando in touchdown; sul kickoff successivo Arizona perde palla e il rookie Tashard Choice ci restituisce il possesso, viene messo in piedi un FG da 37 ma Folk centra il palo sinistro. Nella ripresa Romo colpisce ancora mandando a segno Austin per il sorpasso, finchè non si sveglia Arizona: gli danno una mano idee geniali come quella del nostro K di calciare fuori campo, ma Kurt Warner è bravo a lanciare prima Fitzgerald e poi Breaston in end zone, mettendo sotto di sette gli ospiti. Mancano 3:17 alla
final gun e Neil Rackers aggiunge ulteriori tre punti, ma non è ancora finita: su un 2nd&15 il QB in jersey bianca esegue uno screen per Barber, che grazie a movenze da contorsionista e a solidi blocchi dei ricevitori si fuma 70 yds e riapre la discussione; a mandare il match all'OT ci pensa un FG da 52 di Folk in...due tempi: imitando Coach Fox, Whisenhunt pensa bene di chiamare un time out sul calcio; peccato che i propri giocatori fossero riusciti a bloccarlo e la scriteriata chiamata vanifichi il loro sforzo. Poichè in qualche modo bisogna pagarle certe furbate, al secondo tentativo il #6 centra il bersaglio senza interferenze. Detto dell'osceno finale, la ciliegina sulla torta è la sospensione a tempo indeterminato di Pacman Jones; brutti momenti, neh (cit.).

Brutti momenti anche in quel di New England; la trasferta contro i Chargers (vincenti per 30-10)ha offerto uno spettacolo imbarazzante per gli orfani di Tom Brady: Cassel è quasi sempre abbandonato dalla OL (statistiche sui sack subiti per dropback effettuati agghiaccianti), i runningback per la stessa ragione faticano a fare le pentole figuriamoci i coperchi (3° quarto, 4th&goal a una yard, punteggio 3-17: non si può costringere il QB a dover inventare)

(Nel cerchio rosso, l'inventore Matt Cassel e le sue trovate: pensare di correre sei yards in mezzo alla defense di SD in goal line)

e la difesa, seppure con l'attenuante che Rivers/Tomlinson in salute non li fermi tanto facilmente, ha subito 404 yards di cui 306 uscite dalla manina di
Filippo Fiumi, al quale va a prescindere tanto di cappello.

A Houston, i Texans raggiungono la prima W della stagione contro i Miami Wildc...cioè, Dolphins: Schaub è tornato, ma i primi due drive conclusi entrambi con intercetti subiti probabilmente riescono nell'impresa da Guinness di far rimpiangere (anche solo per pochi secondi) Rosenfels; dall'altra parte si può assistere invece a numeri del genere

2-8-MIA 47
(6:19) 10-C.Pennington pass deep middle to 38-P.Cobbs for 53 yards, TOUCHDOWN. (Direct snap to MIA #23, who handed to MIA #34, who handed to MIA #10, who threw the pass.) Sarà proprio Schaub (379 yds, tiè Sage) però a ridere per ultimo, per mezzo di una draw allo scadere su un 4&2 dalle 3 di Miami che fissa il risultato sul 29-28, con il contributo fondamentale di un Andre Johnson in stato di grazia (dimenticando il fumble...) e del punt return poderoso di Jacoby Jones (70 yds+TD); nei Dolphins, che tornano sotto il 50%, è la festa di Patrick Cobbs (138 yds per 3 ricezioni e due touchdown) ma nel suo piccolo pure di (udite, udite) Ricky Williams (sì, quello di fumo senza sosta, non mettetemi alla sbarra) che torna a segnare punti sul tabellone dopo una astinenza durata tre anni.

Tre partite vedono i kicker essere i soli marcatori della propria squadra (perdente): in New Orleans-Oakland (3-34), Tampa Bay-Carolina (27-3) e Indianapolis-Baltimore (31-3) sono Janikowski, Kasay e Stover a scongiurare lo shutout; da segnalare che invece il punter dei Panthers (ahah...) Baker in sei partite si è già fatto bloccare tre punt, di cui due trasformatisi in punti per gli avversari, che in quel di Indianapolis si sta rompendo anche il venditore di gelati (ultimo arrivo Joseph Addai, con Manning già prenotato per i ferri in offseason) e che Rich Gannon ha consigliato al proprio "erede" JaMarcus Russell di prendere lezioni da Drew Brees. Fossi in Tom Cable (sotto, prima di realizzare che quei disgraziati vestiti di nero sono il suo nuovo team) oltre a comprare i DVD dei Saints al pupo, smetterei di far vedere "Smallville" a Sebastian from Wałbrzych, per evitare spacconate puerili come tentare i FG dalle 59.

In Vikings-Lions è sempre Longwell a fare Cassazione, scrivendo il 12-10
finale, ma come non minzionare il povero Dan Orlovsky, starter di Detroit in QB? I suoi hanno appena forzato e recuperato un fumble ad una yard dalla goal line nientemeno che ad Adrian Peterson; due incompleti portano al 3&10: Orlovsky riceve lo snap, si allarga, vede incombere Jared Allen, si allarga ancora ed esce dalla EZ...ma dal retro, regalando una safety alla fine della fiera decisiva.

(Prima di entrare in azione, il sostituto di Kitna sniffa sali. Fate voi, eh.)

Si dovrebbero anche rammentare le decisioni un po' dubbie dei
ref e i "Childress vattene" scanditi per quattro quarti dal pubblico di Minnesota, però preferisco chiudere la parentesi sull'Hero of the Day aggiungendo che il buon Dan ha chiuso con 12/21, 150 yds, 1 TD e sei sack subiti più un fumble perso e ripreso. Restando in tema quelli che ancora non ne hanno vinta una, ai Bengals non bastano un Fitzpatrick volenteroso (rushing TD, passaggi per Forza Iran e Inutile Ciarlatano Ocho Cinco)

(Palmer, infortunato ed impegnatissimo a farsi crescere la barba onde evitare di essere confuso in panchina con il fratello Jordan.)

o una difesa che illude di poter tenere a freno i Jets intercettando due volte Favre, costringendolo al fumble con annesso TD per poi lasciar bollare Thomas Jones a suo piacimento; con OL e RBs non pervenuti sarà una luuuunga stagione...

Prima di chiudere col Monday Night, una breve carrellata sugli altri risultati. I Rams battono grazie a un 49 yds e ad altre tre segnature di Josh Brown (sotto, in un momento di autocelebrazione)



i Redskins per 19-17, nonostante Incognito e la sua lingua e nonostante Clinton Portis ci metta l'anima in forma di corse; lo scoglio della prima vittoria è superato. Il barattolo semovente Jones-Drew, Garrard e una spietata conversione takeaway/points assicurano la W di Jacksonville in casa Broncos con punteggio finale 24-17: Denver si lamenta degli arbitri e Del Rio fa il simpa della cumpa dicendo di avere una amnesia a tale proposito, piccoli Capello crescono. San Francisco scrive un nuovo capitolo dell'enciclopedia "Come passare da 26-17 a inizio terzo quarto a 26-40 come final score", tra gli estensori di punta Capitan Intercetto O'Sullivan e l'accoppiata McNabb/Akers (anche un FG bloccato&ritornato in TD, ma vabbè...). A Seattle si fa vedere in tribuna Gary Payton, peraltro invasatissimo ed agitante una specie di asciughino verde manco fosse il martello di Thor), tuttavia i Seahawks devono arrendersi (17-27) a Rodgers, che non sarà ancora Favre ma è certo un bel discendere (21/30, 208 yds, TD più altre 23 yds di corse con rushing TD); il vice-Hasselbeck va a corrente alternata e si spegne proprio quando la difesa di Green Bay alza il ritmo, c'è ancora da lavorarci su, mi sa.

Nella notte di lunedì (per noi di qua dall'Oceano, tra lunedì e martedì) Cleveland batte a sorpresa (35-14) i campioni in carica, vincendo il suo primo Monday Night dal 1993 e disputanto la prima partita senza un punt dal 1995 (giova ricordare però che dal 1996 al 1999 i Browns erano "spariti" dalla NFL). Nei Giants si rivede Plexico Burress dopo la sospensione inflittagli dalla propria squadra, nei Browns Derek Anderson è il sorvegliato speciale, in odore di panchinamento dopo una partenza sottotono. Phil Dawson apre le marcature con un field goal facile facile, poi nel secondo quarto un erculeo Brandon Jacobs spedisce avanti i suoi. Non passa neppure un minuto che il punteggio va aggiornato: Derek Anderson lancia in profondità per Edwards, che scherza Ross e non si ferma prima di aver percorso messo a referto 70 yds. Jamal Lewis (una buona prestazione per lui, 88 yds in 21 corse) deve correre solo quattro yards per il 10-7, che diventa 17-7 grazie al drive da manuale del QB (5/5) e alla ricezione finale di Dinkins. L'ultimo segno di vita di New York è il TD di Plexico del 17-14, esito di un drive condizionato dall'avventata irruenza di Adams nel sack su Manning, che dopo review arbitrale trasforma il realtivo fumble conquistato in primo down per gli avversari. Da qui in poi ci sono solo i Browns, che iniziano il secondo tempo intercettando Eli e cavandone fuori tre punti (ancora un rigore per Dawson), poi partoriscono un drive da oltre otto minuti che si conclude con il touchdown di Edwards; Le residue speranze dei Giants svaniscono quando arriva il terzo intercetto, ritornato per 96 yards (massì...) fino all'end zone opposta con tanto di annessa coreografia (sotto)


Cleveland ormai vuole strafare e ci mette sopra anche una conversione da due, rendendo la fine della striscia vincente dei Giants ancora più sonora e la fine di questo (osceno) recap più piacevole per l'autore.










mercoledì 8 ottobre 2008

The good old hockey game!

Al contrario dei tifosi Nfl che si lamentano un giorno si e l’altro pure a causa dell’offseason, che dura in eterno se non si è tifosi dei Denver Broncos, io mi lamento invece del fatto che la stagione Nhl sia già partita, tanto che non ho fatto nemmeno in tempo a pubblicare questo pezzo che le quattro gare di regular season previste in Europa, tra Stoccolma e Praga, sono già state giocate.

Fortunatamente, prima del ritorno sul ghiaccio fissato per il 9 ottobre, c’è la sosta, possiamo recuperare l’infortunato Legrottaglie in difesa e Nedved sull’esterno, mentre Del Piero può rifiatare…ah no, questa è un’altra storia e ve la racconterò la prossima volta.

Due doppie sfide in Europa, dicevo. Chi sosteneva come il sottoscritto che le quattro squadre coinvolte si sarebbero spartite la posta come già successo lo scorso anno tra Kings e Ducks in quel di Londra, ha dovuto parzialmente ricredersi visto che se da una parte Ottawa e Pittsburgh hanno vinto una partita a testa, dall’altra i NY Rangers hanno chiuso con un clamoroso sweep la doppia sfida con i Tampa Bay Lightning. Clamoroso per chi ingenuamente pensava che i Lightning si fossero trasformati da subito in una contender dopo il pazzo mercato estivo, in cui i nuovi proprietari hanno acquistato qualsiasi cosa fosse presente sul mercato, inclusi pomodori mozzarelle zucchine uova Farina (per cui hanno dovuto superare la concorrenza di Luciano Moggi) e via discorrendo.

Tampa ha cambiato anche allenatore, affidando la guida della squadra all’ex analista espn Barry Melrose, che i più ricordano per una finale raggiunta coi Kings nel ’93 e per tanta troppa brillantina usata durante le trasmissioni televisive (foto a lato mentre fa l'occhiolino al cameraman).

Per vedere Tampa ad un discreto livello credo ci sia da aspettare che la squadra, i cui attuali limiti sono stati evidenziati anche da una serie di amichevoli pre-stagionali con modeste compagini europee vinte per il rotto della cuffia, trovi la giusta chimica e va forse visto in questo senso l’interessamento della nuova dirigenza per Mickey Rourke...

Dalla loro i Lightning devono ritenersi molto fortunati per il fatto di militare nella peggiore delle division, la SouthEast, in cui per stabilire chi si porterà a casa il titolo divisionale tra Tampa Bay, Atlanta, Florida, Washington e Carolina probabilmente bisognerà tirare una monetina.

Il resto dell’Est vede invece un quartetto di squadre che la faranno da padrone, con i Montreal Canadiens in testa nel tanto decantato anno del centenario, che sfortunatamente si presta a considerazioni retoriche e banali, quando invece centenario o meno i Canadiens possono davvero andare fino in fondo. Non da sottovalutare ovviamente Pittsburgh, che ha cambiato molto e a causa degli infortuni sarà priva di due pedine fondamentali in difesa per un bel po’ di tempo, ma dispone pur sempre di due dei tre migliori giocatori dell’intera Nhl, Malkin e Crosby. Philadelphia e, appunto, New York, molto ben attrezzate con i Flyers finalisti di Conference lo scorso anno, sono pronte ad approfittare subito dietro.

Siccome non sono un articolista della Gazzetta e le mie osservazioni sono di parte, auguro sportivamente parlando le peggiori sfortune ai Detroit Red Wings che al momento in cui scrivo presentano ai ranghi di partenza una squadra illegale che rischia di rendere molto ma molto noioso il campionato appena cominciato.

Detroit, forte della vittoria finale della scorsa stagione nonostante la presenza del peggior goalie ad aver vinto due Stanley Cup, si è ulteriormente rinforzata con l’acquisto del free agent più gettonato del mercato, quel Marian Hossa che ha dato un gran contributo per l’approdo dei Penguins in finale e che ha deciso di non rimanere in Pennsylvania cavalcando l’onda di una free agency che ha permesso di portare a casa contratti esorbitanti anche a giocatori modesti.

Senza invocare in questa sede spiacevoli infortuni, affinché il mio proposito si realizzi mi trovo costretto a fare affidamento su un possibile calo di motivazioni di un gruppo che ha già vinto tutto (immortalato nella foto) e sul desiderio di rivalsa delle altre squadre presenti ad Ovest, molto più competitive rispetto a quelle dell’altra costa.

A completare il quadro ci sono numerose squadre su cui regna una totale incertezza, con gli esperti di tutto il web che si dividono tra chi indica un team come vincitrice della propria divsion e chi relega il medesimo agli ultimi posti nel ranking. Squadre come Calgary e Minnesota sembrano aver perso qualche pezzo di troppo, mentre la sorpresa potrebbe e dovrebbe essere Chicago, che con tutti gli effettivi a disposizione e una difesa rafforzata dall’acquisto di Huet punta in alto. Phoenix è indicata come la mina vagante con il rookie Turris e l’acquisto di Jokinen in attacco, ma con qualche lacuna di troppo dietro.

Tutto bene, se non fosse che pochi sono in disaccordo su chi possa poi realmente sollevare la Coppa.

Come dice il caporedattore, chi fa i pronostici poi non può far finta di niente, ma voglio ugualmente correre questo rischio, sicuro di superare il suo misero 3 su 8 nei pronostici Mlb.

ECT picks:

Eastern Conference:

Montreal
Pittsburgh
Washington
Philadelphia
NY Rangers
Boston
New Jersey
Tampa Bay

Outsider: Florida


Western Conference:

Detroit
Vancouver
San Jose
Anaheim
Chicago
Dallas
Edmonton
Columbus

outsider: Minnesota

Infine, un ringraziamento a tutti. Abbiamo superato quota 100 pubblicazioni senza nemmeno celebrare. Cento Cento Cento.